STORIA DELLE MASSERIE IN PIETRA LECCESE

La masseria, dal latino massa, ossia “insieme di fondi”, è un insediamento edilizio rurale tipico del XVI – XVII secolo, che ha rappresentato per lungo tempo il tipo di azienda (a carattere agricolo-pastorale) più diffuso in Puglia, diventando a pieno titolo espressione della cultura contadina locale.

Tra le principali definizioni delle masserie, troviamo quella di cellule autarchiche del sistema produttivo pugliese.

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ORIGINE MASSERIE

Esaminando la storia del salento e attraversando il suo territorio, è possibile incontrare costruzioni campestri, dette “Masserie”, un tempo del tutto abbandonate, oggi invece trasformate in tipici ristoranti o addirittura utilizzate, dopo un’adeguata ristrutturazione, per agriturismo.

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PIETRA LECCESE E CARPARO

Lavorando la terra ed estraendo la pietra, in passato, gli abitanti del Salento si resero conto che in natura non c'erano solo pietre di roccia dura ma anche una pietra calcarea, più tenera e quindi più adatta alla lavorazione. Fu così che iniziò l'estrazione del carparo e che nacquero nuovi mestieri.

Il carparo ben si prestava alla costruzione dei trulli e dei cosiddetti "furneddhri", nacquero nuove costruzioni, come ad esempio le "liame", difuse nelle campagne salentine, basate sull'uso di quel materiale.

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LA BUONA TENUTA DELLA PIETRA LECCESE

I più comuni trattamenti conservativi messi in atto riguardano:

• la pulitura delle superfici per eliminare prodotti di alterazione e di deposito;

• se la superficie è corrosa o disgregata prima di procedere ad un preconsolidamento per evitare che l’azione della pulitura porti via strati più o meno consistenti di materiale lapideo;

• il consolidamento vero e proprio adotta delle tecniche idonee a migliorare le caratteristiche di coesione ed adesione dei costituenti del materiale, rendendolo peraltro meno aggredibile dall’acqua e dagli altri agenti corrosivi;

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