LA CHIESA DI SAN MATTEO, “PANTHEON DEL BAROCCO LECCESE”

Durante il ‘600 la dominazione spagnola fece assumere all’arte una nuova forma per adattarsi ai tempi, allontanandosi dall’antica forma classica. Proprio in merito al barocco salentino i giudizi dei critici sono stati spesso in contrasto tra loro: alcuni si sono espressi con parole di disgusto mentre altri trovarono in quella nuova arte grandi qualità estetiche.

Il barocco leccese si diffuse nella seconda metà del XVII in tutta la provincia grazia anche alla qualità della pietra locale impiegata, la tenera e compatta pietra leccese dai toni caldi e dorati.

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"POOL AND STONE"

Tra i materiali da costruzione di particolare versatilità presenti sul mercato, capaci di essere impiegati sia per rivestire sia per pavimentare, spiccano le arenarie salentine, ed in particolare la nota pietra leccese.

Un esempio del suo utilizzo riguarda le pavimentazioni per piscine che si presentano come un’ottima alternativa rispetto ai soliti pavimenti tradizionali.

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CLASSIFICAZIONE DEI MATERIALI SALENTINI

La conformazione del sottosuolo della Puglia, in particolare delle zone del basso Salento, ha dato origine a tre tipi di materiali utilizzati nell’edilizia ed, in particolare:
- I calcari compatti;
- I tufi calcarei (cosiddetto tufo pugliese)
- I tufi (tufo e pietra leccese).
Questi ultimi sono facilmente lavorabili e si adattano alla squadratura in conci regolari con superficie piana.

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L'ORIGINE DELLE VOLTE LECCESI

Pietra leccese e carparo sono i tipici materiali utilizzati per le volte salentine che, proprio per la loro malleabilità, sono molto apprezzati in campo edilizio ed architettonico. Entrambi di origine calcarea e quindi più teneri e facili da lavorare rispetto alla consueta pietra di roccia dura rinvenibile in natura.

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LA BASILICA DI SANTA CROCE: EMBLEMA DEL BAROCCO LECCESE

Lo stile seicentesco del Barocco, di origine spagnola, si è “salentinizzato” grazie all’incontro con la friabile pietra leccese che, per la sua duttilità e facile lavorazione ha permesso la nascita di vere e proprie scuole di scultori locali, abili nel lavorare questo tipo di roccia per dar vita ad edifici e monumenti, riuscendo a tramutarla, altresì, in fregi, capitelli, pinnacoli e rosoni che decorano molti dei palazzi e delle chiese di Lecce tra questi, ad esempio, il palazzo dei Celestini, il Duomo, le chiese di Santa Chiara e di Santa Croce.

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