ESTRAZIONE ED UTILIZZO DELLA PIETRA LECCESE

Cosa rende le varie pietre estratte differenti per colore e porosità? Senza dubbio conta moltissimo la presenza di minerali argillosi all’interno del composto, come la smectite e la clorite, che in base alla percentuale in cui sono più o meno radicati danno origine a variazioni notevoli all’interno di una stessa cava.

La bellezza della pietra leccese risiede nel fatto che consente di essere estratta anche in modo piuttosto agevole, vista la facilità con cui si lascia incidere, grazie alla malleabilità dovuta alle componenti argillose.

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LA PIETRA LECCESE

Il Salento, questa penisola pianeggiante quasi distesa sul mare, è costituito da una tale diversità costiera da dare vita a paesaggi differenti, mai uguali, man mano che si procede, tanto a sud quanto a nord.

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IL CARPARO

Il Carparo, genericamente definito "tufo" è una pietra calcarenitica, derivante dalla cementazione di sedimenti di roccia calcarea, generalmente in ambiente marino. Secondo la qualità e la dimensione dei grani elementari, della qualità del legante naturale (calcite) e della porosità finale, la calcarenite assume diversi aspetti esterni e differenti capacità geotecniche. Nei luoghi di affioramento la calcarenite può presentare caratteristiche omogenee tali da dare inizio ad un'attività estrattiva per l'impiego in edilizia.

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ARCO LUCCHETTI E IL CASTELLO DI CORIGLIANO DI OTRANTO

A pochi passi dalla città di Otranto, troviamo il Castello di Corigliano D’Otranto. Nel cuore del centro storico di questo paese della Grecìa Salentina, sorge uno dei più grandi castelli gentilizi del Salento interamente costruito in pietra leccese. La fortezza si estende su di una superficie di 730 metri quadrati con un perimetro quadrangolare con quattro alti torrioni situati ai lati. Il Castello di Corigliano D’Otranto è uno dei pochi Castelli del Salento a conservare fino ai giorni d’oggi, l’originario fossato che ne circonda il perimetro.

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