PIETRA LECCESE E CARPARO

La pietra leccese ha sempre assunto, sia nel suo aspetto architettonico che scultoreo, un valore strumentale di indiscusso significato artistico che, ben radicato nella cultura salentina è andato oltre lo stretto ambito locale.

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L’USO DELLA PIETRA LECCESE

La pietra leccese ha nel Salento, una notevole adattabilità nell'edilizia, e le tajàte, le cave, che segnano il paesaggio salentino stanno a testimoniare che da tempi immemorabili essa rappresenta una risorsa economica e culturale. E’ un ulteriore elemento di fatica, assieme alla scarsità dell'acqua per l'agricoltura, in quanto la maggior parte dei terreni coltivati è stata qui sottratta ai cuti, dal latino cotes, ovvero rocce.

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PIETRA LECCESE

Le peculiarità di questa roccia ne hanno da sempre fatto un materiale che ben si presta alla lavorazione artistica. La sua morbidezza la rende adattissima alle realizzazioni di sofisticati disegni e decorazioni intricate come merletti, all’insegna del barocco leccese; il suo colore ambrato la rende ideale per la costruzione di edifici sacri e palazzi gentilizi, ma anche dimore "rusticamente" eleganti; la solidità di questa roccia calcarea, che si indurisce col passare del tempo, la rende ottimale per "scrivere" la storia di questa terra.

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PIETRA LECCESE: MATERIALE PREGIATO

La pietra leccese, un tempo definita il marmo dei poveri, è un materiale naturale tra i più pregiati della Puglia. La città di Lecce sorge proprio in una zona di affioramento di questa roccia, che è presente solo in questi luoghi nella penisola salentina.

Questa pietra calcarea, molto resistente all'usura del tempo, è unica nel nostro paese, rara nel mondo. Di colore giallo paglierino, è composta in gran parte da carbonato di calcio, carbonato di magnesio, argilla e sabbia.

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IL CASTELLO DI COPERTINO

Sorto in epoca normanna-sveva, venne ampliato e ingentilito dagli Angioini. Si presume che tra queste mura nacque Isabella Chiaromonte, figlia di Tristano e Caterina Orsini del Balzo, che divenne regina di Napoli.

L'imponente struttura militare, costruita in pietra leccese, che appare ai nostri occhi fu realizzata nel 1540 secondo i canoni architettonico-militari imposti dalla scoperta della polvere da sparo.

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