CARPARO

C’è un litotipo che spesso, per azzardo indicibile, viene associato, se non proprio addirittura confuso, con la pietra lecce. Parliamo del carparo, pietra calcarenitica molto diffusa nelle zone del sud Salento soprattutto, e derivante dalla cementazione di sedimenti di roccia calcarea in ambiente marino per lo più.

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ESTRAZIONE ED UTILIZZO DELLA PIETRA LECCESE

Cosa rende le varie pietre estratte differenti per colore e porosità? Senza dubbio conta moltissimo la presenza di minerali argillosi all’interno del composto, come la smectite e la clorite, che in base alla percentuale in cui sono più o meno radicati danno origine a variazioni notevoli all’interno di una stessa cava.

La bellezza della pietra leccese risiede nel fatto che consente di essere estratta anche in modo piuttosto agevole, vista la facilità con cui si lascia incidere, grazie alla malleabilità dovuta alle componenti argillose.

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LA PIETRA LECCESE

Il Salento, questa penisola pianeggiante quasi distesa sul mare, è costituito da una tale diversità costiera da dare vita a paesaggi differenti, mai uguali, man mano che si procede, tanto a sud quanto a nord.

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IL CARPARO

Il Carparo, genericamente definito "tufo" è una pietra calcarenitica, derivante dalla cementazione di sedimenti di roccia calcarea, generalmente in ambiente marino. Secondo la qualità e la dimensione dei grani elementari, della qualità del legante naturale (calcite) e della porosità finale, la calcarenite assume diversi aspetti esterni e differenti capacità geotecniche. Nei luoghi di affioramento la calcarenite può presentare caratteristiche omogenee tali da dare inizio ad un'attività estrattiva per l'impiego in edilizia.

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