PIETRA LECCESE: MATERIALE PREGIATO

La pietra leccese, un tempo definita il marmo dei poveri, è un materiale naturale tra i più pregiati della Puglia. La città di Lecce sorge proprio in una zona di affioramento di questa roccia, che è presente solo in questi luoghi nella penisola salentina.

Questa pietra calcarea, molto resistente all'usura del tempo, è unica nel nostro paese, rara nel mondo. Di colore giallo paglierino, è composta in gran parte da carbonato di calcio, carbonato di magnesio, argilla e sabbia.

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IL CASTELLO DI COPERTINO

Sorto in epoca normanna-sveva, venne ampliato e ingentilito dagli Angioini. Si presume che tra queste mura nacque Isabella Chiaromonte, figlia di Tristano e Caterina Orsini del Balzo, che divenne regina di Napoli.

L'imponente struttura militare, costruita in pietra leccese, che appare ai nostri occhi fu realizzata nel 1540 secondo i canoni architettonico-militari imposti dalla scoperta della polvere da sparo.

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IL CASTELLO DI ACAYA

A pochi chilometri da Lecce, nei pressi di Vernole, sorge il villaggio di Acaya, anticamente chiamato Segine, abbracciato da possenti mura in pietra leccese e da un ampio fossato. Considerato uno dei migliori esempi di architettura difensiva rinascimentale di Terra d’Otranto, il Castello d’Acaya veglia il piccolo borgo custodendo secoli di storia.

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TORRE DEL PARCO E TORRE DI BELLOLUOGO

Torre del Parco, situata nel cuore di Lecce, rappresenta uno dei monumenti simbolo della città del periodo medioevale e rinascimentale.

Il complesso monumentale in pietra leccese fu edificato nel 1419 ad opera di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo. La Torre, alta più di 23 metri e costruita su tre livelli, è circondata da un fossato nel quale erano allevati gli orsi, simbolo araldico della famiglia Orsini del Balzo.

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ANFITEATRO ROMANO - LECCE

Scoperto per caso durante alcuni scavi all’inizio del Novecento, l’anfiteatro romano è uno dei monumenti in pietra leccese più antichi sito nel cuore di Lecce. Esso, infatti, risale al II secolo d.C. e lo si può ammirare recandosi nella centralissima Piazza Sant’Oronzo. Per molto tempo l’Anfiteatro è rimasto sepolto sotto le sue stesse macerie poiché venne scoperto per caso solo nel 1901 durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia.

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